martedì 26 aprile 2011

Preghiera Cherokee

Oh grande spirito
concedimi la serenita' di accettare
le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare
e la saggezza di capire la differenza.

sabato 23 aprile 2011

La rana

Due rane mentre viaggiavano attraverso la foresta caddero in un fosso e quando le altre rane videro quanto profonda era la buca, affacciandosi al bordo, cominciarono a dire loro che non ce l'avrebbero mai fatta a risalire. Una delle due, dopo aver tentato di uscire a grandi salti, si rassegnò, e dando per certa la predizione delle compagne, si lasciò andare e morì. La seconda invece continuava a saltare più in alto che poteva. Le altre rane ricominciarono a urlare di smettere di lottare invano e di lasciarsi morire. Proprio allora la rana raccolse tutte le sue energie e riuscì a fare quel salto che la portò fuori dal fosso. Quando le compagne le chiesero come avesse fatto a non arrendersi, lei spiegò che era sorda. Per tutto il tempo aveva creduto che la stessero incoraggiando...

Lo schiavo

Durante una passeggiata una bellissima principessa scorse uno schiavo dagli
occhi corvini e così intensi che se ne innamorò. In un attimo non fu più
padrona del suo cuore e il desiderio le fece dimenticare tutto.
Una serva astuta , che l´accompagnava ovunque, notò il suo improvviso
turbamento e gliene chiese la ragione. << Sono in balià d´amore>>, disse la
principessa. <<Senza la volontà, senza più freni, sto per rinunciare al mio
onore e alla vita>>.
<<L´amore per uno schiavo?>> domandò la serva.
<<Lo so. Tutto mi vieta di mettermi in contatto con lui. Ma la vista di quell´
uomo è stata come una fiammata. Se non gli parlo, morirò di dolore>>.
<<Ma che vorresti esattamente?>>.
La principessa ci pensò un attimo e poi rispose:
<<Vorrei godere della sua presenza, ma senza che lui ne venga a conoscenza>>
<<Stanotte lo porteremo a te, di nascosto, e lui non né saprà niente>>.
Giunta la notte, la serva si vestì elegantemente, si profumò e si recò dallo
schiavo come per darsi piacere con lui. Vedendola giovane e desiderabile, lo
schiavo la fece sedere accanto a lui. Lei chiese due coppe di vino, che lui le
servì. Nella coppa dello schiavo lei versò un narcotico che lui ingoiò senza
badarci.
Privo di sensi, fu portato in gran segreto alla presenza della principessa.
Lavato, vestito di seta, fu messo a sedere su un trono d´oro.
A mezzanotte aprì gli occhi. Guardandosi attorno stupefatto, mentre si levava
un´invisibile musica notturna, si chiedeva:
<<Dove sono? Che palazzo è questo? I tappeti, le candele profumate d´ambra,
la musica, tutto questo da dove viene?>>.
In quel momento entrò la principessa. Che, avvicinatasi a lui, lo strinse tra
le braccia.
<<Sono sbalordito>>, disse lo schiavo. <<Non ragiono più, non mi sento vivo.
Non sono più in questo mondo ma non sono ancora nell´altro>>.
La principessa aprì le labbra delicate, mostrò i denti perfetti e chiese:
<<Hai sete?>>
<<Una sete che brucia>>
<<Ecco del vino>>.
E gli offri una coppa di vino fresco, che aveva il profumo dei fiori
notturni. Per tutta la notte il sole del vino scorse alla luce delle candele.
Per tutta la notte lo sguardo smarrito dello schiavo restò avvinto al volto
della principessa. Per tutta la notte, ardente e in lacrime, lei fece l´amore
con lui.
Fino all´aurora lo schiavo restò irretito in questa carnale visione. Poi, in
un´ultima coppa di vino gli fu versata un´altra droga che lo fece addormentare.
Spogliato delle vesti dell´amore, fu condotto nell´alloggio degli schiavi dove
prima si trovava.
Al suo risveglio, lanciò un grido di paura. Si stupirono gli altri schiavi.
<<Dove siamo>>, gridò. <<Che succede, dove siamo? Cosa è successo? Aiuto!>>.
<<La notte è finita. A che scopo gridare? Di che hai paura?>>
<<Quello che ho visto io, non lo vedrà nessuno, nessuno!>>.
<<Che cosa hai visto? Racconta!>>
Lo schiavo, che sulle braccia sentiva ancora un vago ricordo dei profumi
notturni, tentò di raccontare la sua straordinaria avventura. Ma gli mancavano
le parole adeguate. Sapeva solo balbettare:
<<Non riesco a dirvi niente... Sono sconcertato... Quello che ho visto, l´ho
visto con un altro corpo. Non ho visto niente eppure ho visto tutto>>.
<<Hai sognato>>, disse un altro schiavo.
<<Non so se ho sognato. Non so se ero ubriaco>>.
Così dicendo, lo schiavo si alzò e si diresse verso la porta. I compagni gli
chiesero:
<<Dove vai?>>.
<<Non lo so dove vado. Ma devo andarmene. Devo andarmene>>.
Non aveva il diritto di lasciare il palazzo e il servizio del principe.
Tuttavia nessuno lo fermò quando attraversò il cortile e varcò la porta
principale. Forse la principessa aveva dato disposizioni segrete alle guardie
della mattina.
Si allontanò nella campagna. Camminò a lungo, passò il resto della vita a
camminare di paese in paese. Chi lo incontrò ne parlava come di <<un uomo
inebetito>>. Parlava del tempo <<in cui era vivo>>. Aggiungendo che aveva
passato tutta una notte con una principessa di ineguagliabile bellezza.
<<L´ho vista e non l´ho vista>>, diceva. <<L´ho toccata e non l´ho toccata. L´
ho amata e non l´ho amata. Nulla al mondo può stupirci più di una cosa che non
è né chiara né oscura>>.
Era tutto quello che si poteva udire dalla sua bocca. Andava, fedele sempre
allo stessa ossessione. Non sapeva più nemmeno cosa cercasse.

Le stelle marine

Una mareggiata aveva trasportato sulla spiaggia migliaia di stelle marine. Un giovane passeggiava sul lungomare, quando vide un vecchietto che camminava sulla riva e ogni tanto raccoglieva una stella marina, ributtandola poi in mare.
Lo osservò per un po' quando poi, incuriosito, si avvicinò e gli chiese: "Che cosa stai facendo?"
Il vecchio lo guardò e rispose "Sto cercando di salvare le stelle marine: fuori dall'acqua morirebbero!"
Il giovane rise e disse: "Ma non vedi quante sono? Non ce la farai mai, chi te lo fa fare?"
Il vecchio sorrise, raccolse una stella marina e la ributtò in acqua; essa cominciò a riprendersi e sembrava addirittura che fosse grata a chi le aveva salvato la vita. Solo allora il vecchietto si rivolse al giovane dicendogli: "Non chiederlo a me. Chiedilo a lei!".